Roberto Baldini

Il blog

Jacinda Ardern, un premier agli antipodi: a 100 casi chiude la Nuova Zelanda

Ci sono due paesi agli antipodi, in tutto e per tutto. Uno è l’Italia, l’altro è la Nuova Zelanda di Jacinda Ardern. Sì, quella specie di stivale al contrario che galleggia accanto all’Australia. 5 milioni di abitanti e un problema comune che si chiama Covid-19. Ma con tempi un po’ diversi nel prendere decisioni. 

Partiamo dallo Stivale dritto, il nostro. Forse riusciremo a convivere con il Covid-19 prima o poi. Forse. Certo, per il presente e per il futuro, non dovremo mai scordare quello che è avvenuto in passato e tutti gli errori che abbiamo collezionato in due mesi di emergenza. Complici politici, scienziati in guerra fra loro, e una manciata di giornalisti. Anche se la categoria alla quale mi onoro di appartenere, diciamolo una volta per tutte, alla fine deve affidarsi alle voci di chi sa, o dovrebbe sapere.

Se uno scienziato dice “è solo un’influenza” il giornalista non ha i mezzi scientifici per verificare se dice il vero o no, può solo riportare i pareri di altri scienziati. E i giornalisti hanno dato voce agli uni e agli altri, facendo un lavoro eccezionale, oggi anche rischioso e, tranne in pochissime eccezioni, professionalmente onesto (mi riferisco per esempio a chi invita in certe trasmissioni personaggi i cui pareri sono irrilevanti ai fini della scienza ma rilevantissimi ai fini dell’audience). Ma alla fine è comunque la politica che prende le decisioni.

E quello che è venuto dalla politica ce lo abbiamo ancora negli occhi e nelle orecchie. Dal #milanonsiferma del sindaco Sala – a onor del vero l’unico e chiedere pubblicamente scusa per quel messaggio gravissimo- ; l’aperitivo e le risatine di Zingaretti, poi finito a casa positivo al virus; l'”apriamo tutto” di Salvini (27 febbraio) che ha contribuito non poco a ritardare l’azione di un Governo che era già nel pallone,  stordito da scienziati che lo tiravano da una parte e dall’altra.

                                                                                                 

Sono i tragici simboli di un’incapacità endemica e devastante di valutare seriamente un grave problema nell’interesse del Paese, del popolo, e non della propria parte politica, dei propri lettori o addirittura del proprio ego. E non c’è da sperare che personaggi colpevoli di simili errori, dolosi o colposi che siano stati, abbiano l’onestà di sparire  dalla scena politica nei prossimi mesi perché si possa rifondare un Paese davvero nuovo. Sarà più facile sconfiggere il virus.

Si poteva fare diversamente? Certo. Si possono perdonare errori di chi in buona fede è stato travolto da un’emergenza senza precedenti? No, perché da gennaio c’erano tutte le informazioni per poter capire che bisognava prepararsi a un’epidemia. E poi perché, accanto ai Bolsonaro che parlano ancora di “piccola influenza” come si diceva ancora in Italia ai tempi dei primi contagi, ci sono nel mondo anche personaggi come Jacinda Ardern.

E siamo allo stivale al contrario, la Nuova Zelanda. Lei, Jacinda Kate Laurell Ardern  è il primo ministro dall’ottobre 2017. Scrivono due cari amici che si trovano in quel paese: “E così ci siamo arrivati anche noi. La Nuova Zelanda sarà in lock-down per 4 settimane (almeno) a partire da Mercoledì (25 marzo)….Una mossa avvenuta velocemente quella della NZ, ma ricordiamoci che qui ci sono solamente 5 milioni di abitanti. E i casi sono adesso 101″.  

Mentre scrivo, i kiwi sono già in lockdown e i dati sono questi, secondo il quadro in tempo reale della Johns Hopkins University

New Zealand
Confirmed: 283
Deaths: 0
Recovered: 27 
Active: 256
 

Zero morti. 27 ricoverati. Neppure 300 casi. Ma Jacinda Arden non ha avuto dubbi. Ha convocato il Parlamento – cosa che dalle nostre parti è fuori moda, è dovuto intervenire il Presidente della repubblica per riaprirlo – e ha deciso di mettere il paese in “lockdown”: chiuse scuole e servizi non essenziali. Boccate d’aria vicino a casa, ma niente parchi, giardini, aree pubbliche.  “Dovete comportarvi – ha detto – come se foste contagiati dal Covid-19. Lo so che sarà dura soprattutto per i neozelandesi che si troveranno per la prima volta senza un lavoro, ma l’alternativa potrebbe essere peggiore”. Le hanno chiesto se si poteva andare almeno a caccia e pesca, per i neozelandesi è importante.. La risposta è stata semplice: “Stay home”.

 
E per favore, con tutto il rispetto per il nostro premier, non dite che ha copiato Conte.
 
 
 
                                                L’autocertificazione virale
 
 
 

Roberto Baldini

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