C’è solo un capitano

Non dimenticheremo le lacrime di una ragazzina in Santa Croce, dei giocatori viola e della mamma di Davide Astori che, piegata dal dolore, trova la forza di girarsi verso la selva di bandiere viola e dire “Grazie”.

Non dimenticheremo una grande piazza fatta di sciarpe, bandiere, vessilli, striscioni, finestre spalancate e sguardi sorpresi di chi forse non si aspettava tanta Firenze.

Non dimenticheremo  Chiellini e Buffon, che  entrano nella basilica con i volti segnati dall’impresa di Londra tra gli applausi, come a voler dire loro  grazie ragazzi, grazie di essere qui, non pensavamo ce l’avreste fatta.

Non dimenticheremo le parole di questo giorno, di questi giorni. Parole belle. Parole lontane anni luce dalla retorica, dalla falsità, dalle frasi di circostanza. Perchè a Davide volevano tutti bene davvero, a Firenze e fuori. Perchè Davide ogni giorno sapeva  portarti un sorriso senza chiederti nulla in cambio. Perchè un ragazzo così non muore mai e di lui non si può parlare al passato. Non lo fa neppure Milan Badelj, un Badelj che nessuno si aspettava, un Badelj che con una morsa nel cuore Domenica si metterà al braccio la fascia di Davide. La fascia di Capitano. “Davide tu sei semplice, diretto pragmatico. Con il tuo sguardo profondo riesci a entrare dentro le persone e rimanerci. Tu non sei come tutti gli altri. Tu sei quello che anche non sapendo bene le lingue, sei riuscito a parlare con tutti noi, e indicarci la strada perchè hai sempre parlato con il cuore rendendoci uniti. Sei tu che bacchetti i più giovani e inciti noi vecchi. Hai il dono della lingua universale del cuore, dono di pochi eletti”.

Non dimenticheremo il silenzio profondo della piazza e gli applausi mentre molti  si chiedono chi sia a parlare.  Continua, Badelj, la voce rotta dal pianto: “Tua mamma, tuo papà, devono sapere che non hanno sbagliato nulla con te.  Sei il figlio il fratello che ognuno di noi  vorrebbe avere se potesse scegliere. Sei il miglior compagno di squadra che un ragazzo possa sognare di avere quando inizia questo bellissimo gioco. Avere te al fianco ti fa sentire sicuri.  Fa pensare ” Tanto c’è Davide”. Come possiamo dimenticare le tue risate, il tuo modo di scherzare con tutti noi. Tu designer di fama mondiale, calciatore nel tempo libero  come ti amavi definire. In realtà tu sei il calcio, quello puro dei bambini…”.  Piange, Milan, mentre la gente applaude. E conclude: “Al mattino quando entravi nella stanza della fisioterapia, eri sempre te ad accendere la luce. Tu sei questo per tutti noi: luce”.

Non dimenticheremo questa parole, e non dimenticheremo neppure quelle di Ricky Saponara, scritte quando Davide era ancora nella sua camera d’albergo. “Esci da quella maledetta stanza, ti aspettiamo domani alla ripresa degli allenamenti.
Nella vita ci sono persone che conosci da sempre con le quali non legherai mai, poi ci sono i Davide che ti entrano immediatamente dentro con un semplice “Benvenuto a Firenze Ricky”. Ovunque tu sia ora, continua a difendere la nostra porta e dalle retrovie illuminaci il giusto cammino. O capitano, mio capitano. Per sempre mio capitano”.

Non dimenticheremo i cori dei tifosi, che hanno trasformato piazza Santa Croce in una monumentale curva Fiesole. Davide Astori, uno di noi. Un capitano, c’è solo un capitano.  Davide vive con noi. Ovunque tu sarai un coro sentirai.

Non dimenticheremo neppure l’inno viola gridato con dolore e con rabbia davanti al feretro immobile sul sagrato della basilica. Ognuno andava per conto suo, all’inizio, poi come per incanto tutte le note sono andate a posto. Un momento incredibile.

Non dimenticheremo neppure il sorriso e il pianto di Marco, il fratello di Davide, una somiglianza straordinaria. Il dolore composto della famiglia. Di Francesca. Non dimenticheremo la piccola Vittoria, “la principessa di Vicky, alla quale dovranno  raccontare che suo papà era un un uomo con la U maiuscola”,  sempre parole di Badelj.

Non dimenticheremo il tifoso che mentre il carro si allontana grida :”Ci si vede domenica allo stadio Davide!”.

E non dimenticheremo una città che quest’anno ha vinto il suo scudetto.  Grazie, Davide. Fiorentino per sempre,  dice  il cardinale Betori. Sì. Uno di noi.

2 commenti su “C’è solo un capitano

  1. Bisognerebbe che nel calcio ci fossero più Davide Astori e allora sì sarebbe un bellissimo sport e non con cattiveria e sgarbi a cui assistiamo ogni vi volta che si gioca. Aiuta caro Davide da lassù a trovare conforto nella fede i tuoi cari❤️❤️❤️

    1. Si Elena. Anche se penso che giocatori come Astori siano più unici che rari…Ma in realtà non si può sapere. Nessuno di noi, o pochissimi, sapeva chi era questo ragazzo prima di domenica. Nessuno di noi sapeva quanta sensibilità e profondità potesse esserci in ragazzi come Ricky Saponara o Milan Badelj, di cui finora abbiamo lodato, raramente, o criticato, più spesso, solo le performance in campo. Per poi scoprire che, come uomini, questi sono dei campioni.

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