Nelson Mandela, 1918-Eternity

Cinque anni fa, il 5 dicembre 2013, ci lasciava “Madiba”, Nelson Mandela. Non dimentichiamolo. 

“Invictus” è il titolo di un bellissimo film  su Mandela firmato da  Clint Eastwood. Ma è anche il titolo della poesia preferita di Madiba, che amava rifugiarsi spesso nei versi del poeta vittoriano  William Ernest Henley: “I am the master of my fate. I am the captain of my soul”. Sono il  padrone del mio destino. Il capitano della mia anima.  
Niente e nessuno, neppure una vita in carcere – 27 anni – – hanno mai potuto privare Mandela del suo destino e della sua anima. Un destino che nasce  sulla colline del Transkey e finisce nell’eternità, come si legge su quella  straordinaria immagine di Mandela esposta oggi allo stadio di Johannesburg:  “Nelson Mandela, 1918-eternity”. Un destino che ha camminato insieme al Sudafrica,  passando dalla miseria Johannesburgdelle  township alle mura grigie e umide di Robben Island,  la prigione davanti a Capetown che  fu la sua casa per vent’anni, ma anche la culla della Rainbow Nation,  quella Nazione  Arcobaleno dove nei sogni di Madiba bianchi e neri avrebbero un giorno vissuto fianco a fianco condividendo diritti e doveri. Leggi l’articolo su Quotidiano.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *