Il primo libro non si scorda mai

Una foto su Whatsapp e scopri che il tuo primo libro, quello che non si scorda mai, si trova ancora in qualche bancarella. L’amico Marcello Mancini, giornalista di lungo corso, ex direttore de La Nazione e oggi autore di prestigiosi reportage su “La Verità”, lo ha scovato su una bancarella di Palazzo Strozzi e me lo ha subito comprato. Così abbiamo una scusa per vederci a breve!

Così ora potrò averne due copie. Quel libro è stato come fondere sulla tastiera due delle mie passioni, quella per il volo e quella per Firenze. Inizialmente con l’editore – Edizioni Medicea –  doveva essere un libro sulla storia del nostro aeroporto bomboniera, come lo chiamava qualcuno, l’aeroporto fiorentino di Peretola, bistrattato allora e bistrattato oggi da governi e autorità locali, a turno. Invece cominciai a scavare, ricostruire andando sempre più indietro nel tempo, fino a Leonardo. E da una storia dell’aeroporto è nata una storia del volo umano visto attraverso gli occhi dei fiorentini: dal tentativo di Zoroastro alle mongolfiere, dai temerari del Campo di Marte, alle acrobazie di Magrini sotto i ponti, alla guerra, fino agli albori dell’aviazione civile che proprio da Peretola inizia la sua avventura italiana.

Lo intitolammo “Firenze, il cielo racconta” questa storia dell’aviazione da Leonardo all’Aga Khan,  al quale si deve il primo grande sviluppo dello scalo scelto come base dalla sua “Meridiana”.  Senza falsa modestia, è stata una bellissima faticaccia nel reperire fonti, testimonianze, storie fotografie. Andò esaurito in pochissimo tempo. Mi piacerebbe che prima o poi si riuscisse a ristamparlo, visto che oggi la sola possibilità di averlo è, giustapposto, scovarlo in qualche bancarella dell’usato come ha fatto Marcello. Mai dire mai.

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